Durante la trentennale sanguinosa guerra civile, la popolazione viene espropriata della propria terra e si rifugia in montagna, dove vive in condizioni assai precarie. Solo nel 2002 il governo ha riconosciuto ufficialmente i torti subiti dalla Comunità, concedendo loro un nuovo territorio più limitato nel sud del paese, in cambio dei titoli di proprietà sulla loro terra. La popolazione ha quindi avuto la possibilità di iniziare una nuova vita, in un territorio però totalmente sconosciuto e diverso per condizioni climatiche ed ambientali, trovandosi quindi a fronteggiare problemi come scarsità di cibo e igiene, mancanza di acqua potabile ed elettricità e nuove malattie e senza riuscire ad ottenere gli aiuti strutturali e finanziari necessari per avviare la fase della ricostruzione.
Determinante per la negoziazione governativa il ruolo di Los Cimientos Alliance, piccola organizzazione no-profit, fondata dalla statunitense Francia Jackson Ala, (che da anni dedica la propria vita alla causa "Los Cimientos") e che si è avvalsa dell'impegno costante di Michela Grotti, giovane volontaria fiorentina.
Dal 2004 l'impegno dei volontari internazionali è mirato all'attivazione di progetti di istruzione e di natura sociale ed economica che, attraverso la creazione di nuove opportunità lavorative, hanno l'obiettivo di rendere la Comunità autonoma e autosufficiente nel più breve tempo possibile.
In questa fase di ricostruzione e avviamento Los Cimientos ha estremamente bisogno del contributo finanziario necessario all'acquisto delle materie prime e alla retribuzione dei professionisti guatemaltechi che istruiscono la popolazione.
L’Associazione “I bambini di Eddy“ ha avuto l’occasione di conoscere i genitori di Michela, che ci hanno parlato dell’attività della figlia. Al suo rientro in Italia nell’estate 2005 lei stessa ci ha presentato alcuni progetti per aiutare quella comunità e i nostri soci hanno deciso di finanziare una parte del PROGRAMMA DI AIUTO PSICOLOGICO, per aiutare i bambini a superare i gravi traumi postguerra, causati da una guerra civile terminata solo nel 1996, con la partecipazione di giovani psicologi guatemaltechi che cercano di migliorare la salute mentale dei bambini.
L’Associazione ha finanziato 6 mesi di lavoro di 2 psicologi che lavorano in gruppo con i bambini, insegnando loro i principi base dell’igiene, aiutandoli a usare la loro creatività per produrre con materiale riciclato oggetti da vendere nei mercati locali.